Upper Garda & Ledro Athletics – I LORDS della corsa

Lord e bracchetto

Un mattino al campo — I Lords della corsa

Non servono titoli nobiliari per essere signori. A volte bastano un paio di scarpe consumate, una pista bagnata e il coraggio silenzioso di continuare a correre.

Non servono titoli nobiliari per essere signori.
A volte bastano un paio di scarpe consumate, una pista bagnata e il coraggio silenzioso di continuare a correre.

L’aria era umida, le nuvole nero-grigie coprivano il cielo e il mattino sembrava rubato a Londra. Una nebbiolina leggera sfiorava la pista come un velo.

In quel silenzio sospeso apparvero due ombre. Non erano cavalieri, né nobili con stemmi antichi: erano corridori. Sotto lo sguardo attento del loro allenatore, il famoso bracchetto RunRun, iniziarono a correre.

Non cercavano applausi, non facevano rumore. Si muovevano con eleganza semplice, con la grazia di chi conosce la fatica e la rispetta. Erano corridori di endurance: non sprecavano nulla, né energia, né respiro, né sogni.

E allora il paragone nacque spontaneo.

Da una parte c’erano i lord inglesi, con bombetta, ombrello e passo composto, diretti in banca a occuparsi di conti e bilanci. Dall’altra c’erano i nostri Lords: senza bombetta, ma con il cappellino sudato; senza ombrello, ma con il cronometro al polso; non diretti in banca, ma verso la pista, dove si contano chilometri, battiti e fatica.

Tutti erano Lords, ma di regni diversi.

I primi depositavano denaro, i nostri sudore.
I primi controllavano il conto corrente, i nostri ascoltavano il cuore.
I primi facevano bilanci sui profitti, i nostri sui sogni inseguiti giro dopo giro.

Eppure qualcosa li univa: la stessa compostezza, la stessa dignità, lo stesso modo solenne di affrontare il proprio destino. Solo che i banchieri custodivano ricchezze materiali, mentre i nostri corridori custodivano una ricchezza più fragile e più grande: la passione.

I loro piedi si posavano sull’amica pista con delicatezza. Sembravano innamorati di quel gesto antico e puro che è la corsa: un passo dopo l’altro, una promessa dopo l’altra.

La nebbia li avvolgeva come un mantello e RunRun vegliava su di loro con l’aria saggia di chi conosce i segreti delle grandi imprese.

Poi le nuvole si alzarono, la nebbiolina svanì e la pista rimase vuota. Restò soltanto l’eco leggera dei loro passi, come una carezza lasciata sul mondo.

Forse era stata una visione.
O forse una storia diventata favola.
O, magari, una favola che da quel giorno diventò storia.